Il mio tempo adesso .... per saperne di più
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Scrivere di persone vecchie non è difficile, se mi guardo nello specchio ne vedo già uno. Io non parlerò di vecchi, ma di un tempo vecchio, di un tempo solo ricordato.
Chi di voi si reputa vecchio? Non è facile essere vecchi, quando vi guardano storto e quando questo mondo non lo capisci.
Questo spiegano le liriche che cominciate a leggere.
Queste liriche riportano alla memoria tanti pensieri, forse nemmeno si capisce che tipo di pensieri possono essere, ma sono pensieri di un mondo diverso al di fuori della vita quotidiana, inserita in esso in modo trasversale, senza alcuna comunione con il resto del mondo e del tempo moderno.
Il riflesso del tempo andato si ripercuote sull’età facendola vacillare in bilico tra due mondi e due tempi e ci si trova in un tempo non ancora finito ed un altro non ancora cominciato. Una sorta di apatia psicologica che ci porta a gesti inconsueti, al di fuori delle nostre intenzionalità.
Il vecchio si sente isolato, non può più contribuire agli altri, né per il lavoro, né per la famiglia. Di solito viene relegato in disparte ed assistito come un sopramobile. L’unica cosa che può fare un vecchio è ricordare quando era giovane, non senza nostalgia e desiderio.
La consapevolezza che quel tempo non esiste più mette ancora più malinconia nei suoi gesti e nei suoi pensieri.
Scoprirete la malinconia dell’uomo anziano, se ancora non la conoscete, diversa da quella giovanile. i suoi tentativi di ripercorrere il cammino intrapreso, i ricordi di uno splendore che ora non lo tocca più.
Sentirete comprensione e forse li amerete di più, questi poveri
esseri che chiedono solo di essere amati, perché ormai non resta loro nulla se non l’amore che potrebbe venire da qualcuno a loro vicino, in quella parte di tempo dove non esiste nessuno.
Cominciate a leggere e preparate il cuore a quelle sensazioni anomale e inconsuete, forse usciranno le lacrime dai vostri occhi e sappiate che andranno a mescolarsi con le lacrime di questi vecchi di cui sentirete inconsciamente l’affanno e la tristezza.
